Villa del Prado

E' grazie a mio fratello Andrés – conosciuto solo da un anno – e al destino che ho scoperto Villa del Prado, un piccolo borgo a sud-ovest della Comunidad de Madrid che non compare quasi mai nelle guide turistiche. È uno di quei luoghi che ti sorprendono proprio perché non li cercavi.

A circa sessantacinque chilometri dal centro di Madrid, Villa del Prado è facile da raggiungere: in auto basta prendere l’autovía A-5 in direzione Badajoz, uscire ad Aldea del Fresno e proseguire per quindici chilometri lungo la M-507. Ma anche chi viaggia senza macchina può arrivarci comodamente: da Plaza Elíptica partono gli autobus 545, 546 e 547 (direzione Almorox o Cenicientos), che in circa un’ora e mezza collegano la capitale con il borgo. Il tragitto attraversa campi, vigneti e colline, e già durante il viaggio si ha la sensazione di lasciare alle spalle la frenesia madrilena.

Appena arrivata, ho percepito subito una calma diversa, quella dei luoghi che vivono ancora secondo il ritmo delle stagioni. Villa del Prado è chiamata “el jardín de Madrid”, il Giardino di Madrid, per la fertilità dei suoi terreni: tutto intorno ci sono orti, frutteti e serre che forniscono una parte importante della produzione agricola della regione. La domenica mattina il mercato locale è una festa di colori e profumi, con bancarelle di miele, formaggi, vino e verdura appena raccolta.

Passeggiando nel centro storico si arriva naturalmente alla Plaza Mayor, il cuore del paese, dove la gente si ritrova per un caffè o per chiacchierare all’ombra dei portici. Poco distante si erge la chiesa di Santiago Apóstol, costruita tra il XV e il XVI secolo e dichiarata Bene di Interesse Culturale. Da fuori colpisce per la torre in pietra, alta trenta metri, che domina il paese e che dà riparo a intere famiglie di cicogne; ma è all’interno che si rivela la sua vera ricchezza. La navata unica è coperta da volte a crociera e decorata da affreschi riscoperti solo di recente: figure di angeli, santi, motivi floreali e anche dragoni che si intrecciano lungo le nervature dell’abside. Il coro e il sotocoro conservano raffinate decorazioni in stucco di stile isabellino, con una volta stellata opera del maestro Juan de Medina, datata 1554.

Se si visita Villa del Prado durante la Settimana Santa, vale la pena assistere alle celebrazioni del Venerdì Santo, un momento che coinvolge l’intero borgo. Al mattino si tiene il tradizionale Canto de las Cruces, che parte dalla chiesa e attraversa le strade del centro. Al tramonto, la processione della Santa Cruz e della Virgen de la Soledad accompagna il silenzio con canti popolari.

Nei dintorni del paese ci sono luoghi che meritano una deviazione. Uno dei più suggestivi è il Santuario de Nuestra Señora de la Poveda, sulle rive del fiume Alberche. La leggenda racconta che nel XIV secolo la Vergine apparve qui a una giovane pastorella, e da allora il santuario è meta di pellegrinaggi. Si può raggiungere a piedi lungo un sentiero che attraversa campi e boschetti, ideale per una passeggiata tranquilla.



A nord del borgo si trova invece il Parque Forestal El Gurugú, un’area naturale perfetta per chi ama la quiete e i panorami. È una distesa di pini e querce che si alternano a prati aperti, con sentieri che conducono fino a piccoli belvedere da cui si ammira la valle del fiume Alberche. In alcuni punti il terreno scende fino all’acqua, dove si formano piccole spiagge naturali: un posto ideale per un picnic o una pausa nel verde. È il luogo dove molti abitanti vengono a correre, passeggiare o semplicemente respirare aria pulita.

E poi c’è El Alamín, a pochi minuti di auto o una oretta a piedi, un villaggio abbandonato costruito negli anni Cinquanta come comunità agricola modello del regime franchista. Le case ormai vuote, le strade invase dall’erba e le mura crepate raccontano un passato dimenticato. Camminarci dentro dà una sensazione strana, come se il tempo si fosse fermato all’improvviso. Al tramonto, quando la luce scivola tra le finestre senza vetri, il silenzio diventa quasi surreale. È un luogo da visitare con rispetto, perfetto per chi ama i paesaggi che evocano memorie più che immagini.



Villa del Prado è così: un paese che sembra vivere in equilibrio tra storia e quiete, dove ogni angolo nasconde qualcosa da scoprire. Io ci torno spesso, non solo per rivedere mio fratello, ma perché ogni visita mi restituisce un senso di calma che a Madrid è difficile trovare. È uno di quei luoghi che non fanno rumore, ma restano dentro, come una piccola promessa di autenticità e silenzio a due passi dalla città.

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